Camper, Tour, Travels, Van, Vanlife, Viaggi, Viaggi in camper, Vita in camper

Cirella Vecchia: il borgo, e i resti di un passato millenario

Cirella è l’unica frazione di Diamante, in provincia di Cosenza, e custodisce una storia antica e affascinante. Per secoli fu un comune autonomo, fino al 1876, quando venne annessa al territorio di Diamante.

Oggi si sviluppa lungo la Strada Statale 18, in una posizione panoramica tra Grisolia Lido e Diamante. Davanti al borgo si staglia l’isola di Cirella, un piccolo gioiello naturale e una delle rarissime isole calabresi, insieme alla più nota Isola di Dino.

Dove parcheggiare il tuo camper?

La mattina in cui abbiamo lasciato il campeggio di Diamante, io e Max ci siamo diretti sul promontorio che ospita i ruderi di Cirella.

La visita richiede circa un’ora e mezza e nelle vicinanze si trova il comodo Parcheggio Anfiteatro Dei Ruderi in Via Tredoliche dove è possibile posteggiare il camper senza problemi.

Il van nel Parcheggio Anfiteatro Dei Ruderi a Cirella Vecchia, in provincia di Cosenza
Il van nel Parcheggio Anfiteatro Dei Ruderi

Il promontorio dei ruderi: un viaggio nel cuore della storia di Cirella

Salendo sul promontorio di Cirella, a 172 mt s.l.m., ci si ritrova immersi in un’atmosfera sospesa nel tempo. Tra la macchia mediterranea e lo sguardo che corre verso il mare, emergono i ruderi dell’antica Cerillae. Passeggiando tra queste pietre si intuisce la tipica struttura arroccata dei borghi medievali, simile a quella che ancora oggi caratterizza centri come Scalea o Amantea.

A rendere ancora più affascinante questo luogo è la sua storia millenaria: già nel 649, infatti, un vescovo di Cirella prese parte al Sinodo convocato da Papa Martino I a Roma. Un segno che testimonia non solo l’esistenza di una comunità viva e organizzata, ma anche l’importanza religiosa e strategica che questo piccolo borgo aveva nell’alto Tirreno calabrese.

L’antica Cerillae fu inizialmente una colonia della Magna Grecia. In seguito, a partire dal IX secolo, gli abitanti si spostarono sul monte Carpinoso per difendersi meglio dalle frequenti incursioni saracene, che devastavano la costa. Una di queste, nel 950 d.C., guidata dall’emiro Al Hasan, avrebbe addirittura distrutto il primo abitato costiero.

Io e Max a Cirella Vecchia

Nei secoli successivi i pirati presero più volte di mira Cirella con le loro scorrerie. La famiglia Stocchi cedette il borgo a quella degli Scaglione nel 1556 e, in seguito, nel 1576 sette galee barbaresche comandate da Kair ‘el Din, detto Barbarossa, saccheggiarono il paese.

Una storia popolare racconta che Cirella fu saccheggiata dai pirati a causa di una vendetta. Si narra che un mercante romano, ingannato dagli abitanti del borgo in una compravendita di vino, si vendicò assoldando dei corsari che, nel 1576, attaccarono e saccheggiarono il paese, catturando decine di persone.

Sebbene questa leggenda abbia un fondamento storico, dato che le incursioni turche sono documentate, la motivazione del tradimento da parte del mercante rimane un elemento del folklore.

Anche altre figure di spicco della pirateria ottomana, come Sinam Cicala Pascià, Dragut Rays e Uccialì, compirono razzie in queste terre.

Le calamità naturali e le epidemie segnarono profondamente la storia di Cirella: la peste del 1656 e i terremoti del 1638 e del 1738 portarono il feudo al declino, passando di mano dai Sanseverino ai Catalano Gonzaga.

Nel 1806 le truppe napoleoniche occuparono il borgo medievale, stabilendosi nella residenza dei duchi; da quell’episodio nacque la leggenda secondo cui gigantesche formiche avrebbero assalito e divorato gli abitanti. Poco dopo, nel 1808, la marina britannica bombardò dal mare l’avamposto francese, colpendo anche la torre dell’isola di Cirella. L’antico abitato venne così abbandonato e i superstiti si trasferirono sulla costa, dando vita al borgo moderno.

Nei decenni seguenti, i ruderi furono utilizzati come cava e depredati di ogni elemento decorativo. Oggi, tra le rovine invase dalla vegetazione, restano visibili tracce del passato, che conferiscono al luogo un fascino sospeso tra storia e leggenda.

Il castello di Cirella Vecchia: tra leggenda, potere e memoria

Camminando tra i ruderi di Cirella Vecchia è facile immaginare come il borgo, nato in epoca bizantina e poi cresciuto sotto i Normanni, fosse un luogo vivo e fortificato.

Nel Medioevo, le alte mura sveve e angioine proteggevano gli abitanti e il castello che dominava il paesaggio.

Le fonti sono discordanti sulla costruzione del castello. Alcune indicano un impianto originario del IX secolo, ricostruito in epoca normanna e poi modificato sotto Angioini e Svevi. Altre attribuiscono la costruzione del castello al principe Carafa nel XVIII secolo.

È probabile che Carafa abbia ristrutturato o ampliato una struttura preesistente, e i documenti d’epoca lo descrivono come una struttura imponente: cortile, grande sala, stalle, magazzini, carcere, cucina, forno e persino una torre con cisterna.

Passeggiare tra queste pietre oggi significa rivivere un frammento di storia che sembra sospeso nel tempo.

La Chiesa di San Nicola Magno: il cuore spirituale di Cirella Vecchia

Le rovine della Chiesa di San Nicola Magno a Cirella Vecchia raccontano una storia millenaria. Antica chiesa madre del borgo, si pensa che la sua costruzione risalga al IX secolo d.C., diventando il cuore pulsante della vita religiosa e sociale del paese.

Le tracce rimaste mostrano un edificio con quattro cappelle laterali e un altare, mentre sotto l’intera struttura i costruttori ricavarono delle cripte per le sepolture.

Oggi restano solo le mura diroccate a causa dei bombardamenti francesi del 1808. Nonostante ciò, si possono ancora intravedere deboli tracce degli affreschi che un tempo adornavano le pareti. La Chiesa di Santa Maria dei Fiori a Cirella, la moderna cittadina sulla costa, custodisce ora alcune di queste opere del XVI secolo, fortunatamente recuperate.

La Chiesa dell’Annunziata: il piccolo altare che sfida il tempo

Tra i sentieri silenziosi i ruderi della Chiesa dell’Annunziata si offrono come una testimonianza minore, eppure ricca, del passato del borgo.

Le sue origini rimangono un mistero, ma le sue pietre raccontano una storia di fede e comunità. Oggi, il tetto e gran parte delle mura sono crollati, lasciando il piccolo altare e le poche panche rimaste a cielo aperto.

Le rovine, consumate dal tempo, evocano il fervore di un luogo che fu punto di incontro per una congregazione di uomini, come documentato dagli antichi registri.

Osservando quel che resta, è facile immaginare le voci e le preghiere che un tempo echeggiavano in questo spazio, oggi immerso in un silenzio carico di storia.

Uno spettacolo senza tempo: il Teatro dei Ruderi

Tra le testimonianze silenziose della storia di Cirella sorge il suggestivo Teatro dei Ruderi, una moderna struttura che dialoga perfettamente con l’antico paesaggio circostante.

Costruito tra il 1994 e il 1997, il teatro, dal suo stile ispirato all’architettura greca, si trova in una posizione davvero unica: incastonato tra i resti del monastero di San Francesco di Paola (XVI secolo) a monte e le affascinanti rovine di Cirella medievale a valle.

La sua peculiarità non è solo architettonica, ma anche scenografica. Grazie alla sua posizione elevata, offre un panorama mozzafiato che abbraccia il mare da un lato e le montagne dall’altro, trasformando ogni spettacolo o concerto in un’esperienza indimenticabile. È proprio questo connubio tra arte, storia e natura a rendere il Teatro dei Ruderi un luogo magico e irripetibile.

Cirella Vecchia vista dal drone, video completo sul mio canale YouTube

Il nettare dolce di Cirella che conquistò i Papi

Tra le tante storie che avvolgono Cirella Vecchia ce n’è una che profuma di leggenda e di vino. Qui, infatti, nasceva il celebre Chiarello di Cirella, un nettare dolce e aromatico che nel Rinascimento riuscì a conquistare i palati più esigenti.

Non era un vino qualunque: nel XVI secolo Sante Lancerio, il bottigliere di Papa Paolo III Farnese, lo inserì tra i 53 migliori d’Italia, descrivendolo come prezioso e degno delle grandi occasioni. Si narra che arrivasse fino alle mense papali, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “vino del Papa”.

Realtà o leggenda poco importa: quel che resta è l’immagine di un piccolo borgo capace di farsi conoscere a Roma e oltre, grazie a un calice che racchiudeva la dolcezza del sole calabrese e la forza della sua terra.

Vista da Cirella Vecchia, in provincia di Cosenza, Calabria
Vista da Cirella Vecchia

Camminare tra i ruderi di Cirella Vecchia è stato come fare un salto indietro nel tempo. Ogni pietra, ogni muro spezzato sembrava raccontare una storia, come se il borgo non avesse mai smesso di vivere.

Il silenzio era profondo, interrotto solo dal vento che attraversava gli archi e le aperture delle case ormai crollate, portando con sé l’eco di voci lontane.

L’aria profumava di mare e di macchia mediterranea, e in quel momento ho provato un misto di stupore e malinconia: la grandezza di ciò che fu e la fragilità del tempo che tutto consuma. Passeggiare lì, immersa tra le rovine, mi ha fatto sentire piccola e parte di una storia molto più grande di me.

Io e Max a Cirella Vecchia a Cosenza, Calabria

TravelPodcast ‘Avventure su quattro ruote!’

Non dimenticare di seguire il mio TravelPodcast dedicato ai viaggi in camper! In ogni episodio, ti porterò in un affascinante viaggio attraverso i luoghi più belli e le storie più coinvolgenti delle mie avventure on the road

Condividerò suggerimenti pratici, ispirazioni per le tue destinazioni e racconti avventurosi che sicuramente risveglieranno la tua passione per l’esplorazione. Che tu sia un amante dei viaggi in camper o semplicemente desideri scoprire le meraviglie del mondo, questo podcast è pensato per te.

Sintonizzati e unisciti a me nei prossimi e nuovi episodi! Trovi informazioni nella sezione PODCAST del blog e gli episodi su SPREAKER e le migliori piattaforme di podcast.

Lucy

Potrebbe piacerti...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.