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Salone del camper di Parma 2026: cosa è cambiato?

Il Salone del Camper di Parma è cambiato? Sì, direi proprio di sì. E dopo esserci tornata anche quest’anno, alcune differenze mi sono sembrate impossibili da non notare.

Non parlo soltanto dei camper, dei van o delle novità che si possono vedere tra gli stand. A cambiare, secondo me, è stato soprattutto il modo di vivere la fiera: l’atmosfera, il pubblico, gli spazi e, più in generale, le sensazioni che si provano passeggiando tra un padiglione e l’altro.

Dopo diversi anni di partecipazione, ormai ho qualche termine di paragone. E proprio per questo, quest’anno mi sono ritrovata a guardare il Salone con occhi un po’ diversi, facendo inevitabilmente confronti con le edizioni passate.

Ma è davvero cambiato così tanto? E soprattutto, è cambiato in meglio o semplicemente è cambiato il modo in cui io vivo questa fiera?

Ti racconto quello che ho visto, quello che ho notato e, soprattutto, le sensazioni che mi ha lasciato questa edizione del Salone del Camper di Parma.

La prima cosa che ho notato è stata proprio questa: rispetto all’anno scorso mi è sembrato che ci fosse meno gente. Non so se sia davvero così o se sia stata semplicemente una mia impressione, e soprattutto non so quale possa essere il motivo. Di certo, in un periodo in cui viaggiare costa sempre di più, anche il prezzo del carburante può essere uno dei fattori che fanno riflettere prima di affrontare una trasferta.

Io al Salone del camper di Parma edizione 2026
Io al Salone del camper di Parma edizione 2026

Quando la fiera era anche un’occasione per stare insieme

Ricordo che, qualche anno fa, il Salone del Camper di Parma aveva per me un’atmosfera un po’ diversa. Non era soltanto il posto dove andare a vedere i nuovi modelli, curiosare tra gli accessori o sognare davanti a un camper che, molto probabilmente, non avremmo mai comprato. Era soprattutto un’occasione per incontrarsi.

La fiera diventava quasi un punto di ritrovo per chi viveva il mondo del camper tutto l’anno. Ci si dava appuntamento, ci si incontrava casualmente tra uno stand e l’altro, si faceva una chiacchierata, magari si finiva davanti a un caffè o si passava un po’ di tempo insieme nel parcheggio. Non serviva organizzare tutto nei minimi dettagli: spesso bastava sapere che, in quei giorni, tante persone con la stessa passione sarebbero state lì.

Ed è forse proprio questo che oggi mi manca un po’. La sensazione che la fiera fosse anche una festa, non soltanto un grande spazio espositivo.

Certo, i camper sono sempre il cuore dell’evento e continuano a essere il motivo principale per cui si viene a Parma. Per molti di noi però c’era anche tutto quello che succedeva intorno: gli incontri, le amicizie, le facce conosciute che ritrovavi dopo mesi e quelle nuove con cui iniziavi a parlare come se vi conosceste da sempre.

Quando tutto diventa un contenuto social

Perché alla fine, quando si viaggia in camper, il bello non è soltanto il mezzo con cui parti, ma anche le persone che incontri lungo la strada. E forse una fiera dovrebbe riuscire a conservare proprio un po’ di quello spirito.

Puoi riconoscere che sono cambiate le cose anche perché è cambiato il modo di comunicare. YouTube, Instagram, TikTok e i social hanno portato tantissime opportunità e hanno permesso a persone che prima non si sarebbero mai incontrate di conoscersi.

Il problema, semmai, è chiedersi se la ricerca continua di contenuti rischia qualche volta di far perdere proprio quella parte umana che aveva reso bella la community.

Perché oggi sembra quasi che ogni momento debba diventare una foto, una storia, un reel o un video. Anche un incontro tra amici può trasformarsi nell’occasione per creare qualcosa da pubblicare, e forse questo cambia inevitabilmente il modo in cui viviamo certe situazioni.

Non significa che i social siano il problema, né che creare contenuti sia qualcosa di negativo. Anzi, è proprio grazie ai social che tante persone si sono conosciute e hanno potuto condividere la propria passione per il camper anche a distanza. 

Ma quando tutto diventa contenuto, c’è il rischio di dimenticarsi di vivere semplicemente quel momento.

Proprio questo mi manca un po’ del Salone del camper di Parma di qualche anno fa. La possibilità di incontrarsi senza pensare necessariamente a cosa fotografare, cosa raccontare o cosa pubblicare dopo. Ci si vedeva, si parlava, si rideva e magari si passava insieme un paio d’ore senza che restasse nulla da mostrare online.

Alla fine, una community non dovrebbe essere fatta soltanto da numeri, visualizzazioni e contenuti, ma soprattutto da persone. E credo che sia proprio questa la parte che vale la pena non perdere.

Dreamer D64 Select: piccolo fuori, sorprendente dentro

Tra i mezzi che ho visto alla fiera, mi è piaciuto particolarmente il Dreamer D64 Select di Rapidò. È un van che mi ha colpito soprattutto per alcune soluzioni davvero intelligenti, pensate per sfruttare al massimo gli spazi senza rinunciare alla praticità.

La prima è la Slide Table, una soluzione che trovo davvero geniale. Il tavolo è completamente a scomparsa ed è integrato direttamente in un cassetto della cucina. Per utilizzarlo basta estrarlo e aprirlo con un solo gesto; quando non serve più, si richiude e scompare nuovamente. Una di quelle idee semplici che, in un van, possono fare una grande differenza perché permettono di avere lo spazio libero quando il tavolo non serve.

Un vero letto centrale

Un’altra cosa che mi ha colpito è il letto centrale di grandi dimensioni, che misura 1.950 × 1.400 mm. In un van non è affatto scontato riuscire ad avere un letto di queste dimensioni e, soprattutto, poterlo vivere come un vero letto matrimoniale centrale, senza avere la sensazione di dormire in uno spazio sacrificato.

Una testata che fa la differenza

E poi c’è un dettaglio che potrebbe sembrare secondario, ma secondo me è tutt’altro che banale: la testata del letto è regolabile. Sollevandola è possibile accedere in modo semplice e immediato al vano di carico posteriore. Una soluzione pratica perché evita di dover smontare o spostare continuamente il letto quando si ha bisogno di prendere qualcosa dal garage.

Sono proprio queste piccole soluzioni che, secondo me fanno la differenza in un van. Non aggiungere semplicemente cose, ma trovare il modo di farle funzionare meglio negli spazi che si hanno a disposizione. E il D64 Select, sotto questo aspetto, mi ha davvero incuriosita.

Supertwin 4×4: il sogno fuoristrada

Grazie a Corrado di Centro Vacanze di Muggia, ho avuto la possibilità di salire sul Supertwin 4×4, il primo camper fuoristrada di Adria su base Mercedes. E qui, lo ammetto, è stato amore a prima vista.

Dopo aver visto tanti mezzi, questo mi è sembrato un po’ diverso. Non solo per l’aspetto, decisamente grintoso, ma soprattutto per quello che rappresenta: la possibilità di prendere una strada diversa, lasciare l’asfalto e andare a cercare luoghi più lontani dal caos, senza rinunciare al comfort di un vero camper.

Va detto, però, che Adria non è l’unica casa a proporre un camper 4×4 su questa base Mercedes. Al Salone ne ho visti diversi e, a guardarli, le differenze non sono poi così enormi. Cambiano gli allestimenti, alcuni dettagli, le soluzioni interne, i materiali utilizzati e naturalmente anche i prezzi, ma il concetto di base rimane molto simile.

Sono tutti mezzi che partono dalla stessa filosofia e che cercano di unire le caratteristiche di un van compatto con quelle necessarie per affrontare anche percorsi più impegnativi.

Forse è proprio questo il motivo per cui il Supertwin mi ha colpita così tanto. Io e Max abbiamo iniziato viaggiando con un camper mansardato e, negli anni, siamo arrivati al mini van proprio perché cercavamo un modo di vivere ancora più libero e semplice la vanlife.

Max, che viaggia in camper e van da moltissimi anni, mi ha insegnato anche il valore del minimalismo e di un modo di viaggiare meno legato alle comodità e più alla libertà. I campeggi, per esempio, li utilizziamo il meno possibile e preferiamo, quando si può, la sosta libera e quei posti un po’ fuori mano dove fermarsi e sentirsi davvero lontani da tutto.

Il Supertwin 4×4 incarna proprio quell’idea di viaggio portata all’estremo: la trazione integrale, la base Mercedes e un mezzo progettato per affrontare anche percorsi dove un camper tradizionale avrebbe qualche difficoltà. È uno di quei veicoli che ti fanno immediatamente venire voglia di partire senza sapere esattamente dove andrai a dormire quella sera.

Certo, bisogna essere realisti: per noi rimane decisamente nella categoria “bellissimo sogno”. Le sue dimensioni, le caratteristiche e soprattutto il prezzo lo rendono lontano dalle nostre possibilità e, probabilmente, anche dalle nostre reali esigenze di viaggio. Ma quando sono salita a bordo, per qualche minuto ho fatto finta che fosse già nostro.

E in fondo è anche questo il bello di un Salone del Camper: non devi necessariamente uscire dalla fiera con le chiavi di un nuovo mezzo in mano. A volte basta salire a bordo di quello che ti fa battere il cuore, guardarti intorno e iniziare già a immaginare dove potresti andare.

Il mio van al Salone del camper di Parma edizione 2026
Il mio van al Salone del camper di Parma

Adria Astella: quando la caravan diventa lusso

Sempre grazie a Corrado, ho avuto anche la possibilità di salire sulla Adria Astella. E qui cambia completamente il concetto di caravan: più che una roulotte, entrando sembra quasi di trovarsi in un piccolo appartamento di lusso su ruote.

Gli spazi sono sorprendenti, gli ambienti curati nei minimi dettagli e la sensazione, appena entri, è quella di avere davanti qualcosa di decisamente fuori dal comune. Dimenticatevi la classica caravan con gli spazi un po’ sacrificati: qui l’idea è proprio quella di vivere il viaggio con un livello di comfort e di eleganza davvero notevole.

È uno di quei mezzi che guardi e pensi: “Ok, questa non è una roulotte… questa è una casa vacanze!” 

E devo dire che salirci è stata una bella esperienza, anche se, esattamente come il Supertwin 4×4, per me rimane soprattutto un mezzo da ammirare e sognare.

Ma al Salone del Camper di Parma anche questo fa parte del bello. Entrare in mezzi completamente diversi dal proprio, curiosare, lasciarsi stupire e magari scoprire soluzioni che non avresti mai immaginato.

Scorcio di uno dei padiglione della Fiera del camper di Parma edizione 2026
Scorcio di uno dei padiglione della Fiera del camper di Parma

Van da 47 a 52 mila euro: davvero “economici”?

E poi arriviamo ai van, con prezzi che partono indicativamente dai 47 mila euro e arrivano intorno ai 52 mila. Ora, chiamarli economici forse è un po’ azzardato. 50 mila euro non sono certo pochi, soprattutto se pensiamo a chi deve sostenere anche le spese per l’auto, la casa e tutto il resto. Però, confrontati con i prezzi che si vedono oggi per camper e van di fascia più alta, rappresentano sicuramente una porta d’ingresso più accessibile al mondo del camper.

Durante la fiera ho sentito anche diversi commenti poco entusiasti proprio sui prezzi dei van. E posso capirlo: quando si vedono cifre che superano abbondantemente i 60, 70 o addirittura 80 mila euro, è inevitabile chiedersi quanto sia diventato difficile avvicinarsi a questo modo di viaggiare.

Io però credo che anche questi van più “semplici” abbiano un loro perché. Possono essere una soluzione interessante soprattutto per chi utilizza il camper qualche weekend durante l’anno, fa una o due vacanze e non ha bisogno di avere fin dal primo giorno tutti i comfort e gli accessori possibili.

E c’è un altro aspetto che secondo me non va sottovalutato: non è detto che un mezzo debba essere perfetto e super accessoriato appena esce dal concessionario. Alcune soluzioni si possono personalizzare nel tempo. Man mano si aggiunge quello che davvero serve dato che le esigenze cambiano e, soprattutto, dopo aver capito come utilizziamo realmente il camper.

Perché alla fine è proprio viaggiando che scopriamo cosa ci serve davvero e cosa invece abbiamo comprato pensando che fosse indispensabile.

E poi attenzione a un’altra cosa: prezzo più basso non significa automaticamente materiali scadenti. Alcuni di questi van sono semplicemente più essenziali, hanno dotazioni meno ricche o rinunciano a qualche soluzione particolarmente sofisticata. E, sinceramente, per chi non vive sei mesi all’anno sul camper, potrebbe essere una scelta assolutamente sensata.

Insomma, forse non sono i van dei sogni per il camperista più esigente. Ma potrebbero essere una buona soluzione per chi vuole iniziare a viaggiare senza affrontare una spesa ancora più importante.

Ingresso ovest della Fiera del camper di Parma
Ingresso ovest della Fiera del camper di Parma

Mansardati, semintegrali e motorhome: il camper giusto è quello che ti somiglia

Ovviamente al Salone c’erano anche loro: mansardati, semintegrali e motorhome praticamente ovunque. Devo essere sincera, non mi sono soffermata più di tanto su questi mezzi, semplicemente perché oggi non sono più quelli che cerco per il nostro modo di viaggiare.

Ma i mansardati fanno parte della nostra storia. Il mio primo camper, quello che avevamo io e Max, era proprio un mansardato e ci trovavamo benissimo. All’epoca quello spazio in più ci faceva davvero comodo e non avrei mai pensato che, solo dopo un anno e mezzo, avremmo scelto di fare un percorso completamente diverso.

Max, infatti, viaggia in camper e van da moltissimi anni e, stando insieme a lui, ho imparato tantissimo. È stato proprio lui a farmi scoprire un modo diverso di vivere il viaggio: più semplice, più essenziale e soprattutto più libero. Mi ha insegnato anche il minimalismo, cioè a capire che non abbiamo bisogno di portarci dietro mezza casa per stare bene in viaggio. Anzi, spesso avere meno significa poter vivere di più quello che ci circonda.

Dopo il mansardato siamo passati al Marco Polo Westfalia su Mercedes, che ci ha regalato emozioni davvero forti e mi ha fatto entrare ancora di più nella filosofia della vanlife. Poi è arrivato il nostro Eurocamp 2 di Trigano, il van con cui viaggiamo ancora oggi.

Il passaggio al minivan e poi al van non è stato quindi soltanto una questione di dimensioni. È stata soprattutto una scelta legata al nostro modo di vivere il viaggio. Ci piace essere agili, spostarci facilmente, fermarci dove ci va e non avere necessariamente bisogno di strutture organizzate. Infatti utilizziamo abbastanza poco i campeggi. Quando possiamo, scegliamo la sosta libera, perché quella sensazione di libertà è una parte fondamentale del nostro modo di viaggiare.

Ecco perché oggi, guardando un enorme motorhome o un mansardato super accessoriato, posso riconoscerne tranquillamente i vantaggi, ma non sentirei più che quello è il mezzo adatto a noi.

Per una famiglia, per esempio, avere tanti posti letto e spazi ben organizzati può essere fondamentale. E anche una coppia che vuole vivere il camper con il massimo del comfort può trovare in un motorhome una vera e propria casa su quattro ruote.

Noi, invece, abbiamo scelto di avere meno spazio per avere più libertà. E forse è proprio questa la cosa che ho imparato in questi anni: il camper perfetto non esiste. Esiste quello che riesce a interpretare meglio il tuo modo di viaggiare.

E il nostro, ormai, deve avere soprattutto una cosa: la libertà di partire e fermarci dove ci porta la strada. 

Il Dreamer Cap Easy: il mini van che non ti aspetti

Tra i mini van con tetto a soffietto visti alla Fiera del Camper, quello che mi ha colpito di più è stato il Dreamer Cap Easy su Renault Trafic. Con i suoi 5,48 metri, il Dreamer Cap Easy è un mezzo compatto e agile, perfetto anche per la vita di tutti i giorni. Ma dentro nasconde una soluzione che mi ha davvero colpita.

La vera particolarità è infatti il letto trasversale posteriore. In un mezzo di queste dimensioni, riuscire ad avere una vera zona notte senza dover trasformare ogni sera la dinette è una bella comodità. Durante il giorno il letto rimane al suo posto e la parte anteriore diventa una comoda zona giorno. La dinette mi è sembrata sorprendentemente spaziosa per un van di queste dimensioni.

Non c’è un bagno vero e proprio, ma un portapotti estraibile, una scelta che trovo assolutamente coerente con la filosofia di questo tipo di mezzo. Il tetto a soffietto aggiunge poi un secondo letto, permettendo di ospitare fino a quattro persone senza dover aumentare ulteriormente le dimensioni del veicolo. Inoltre permette di stare in piedi all’interno del van alzando il pianale del letto.

E forse è proprio questo che mi ha conquistata. Il Cap Easy riesce a rimanere un vero mini van, ma con una disposizione che lo fa sembrare molto più grande di quello che è. Per chi, come noi, ama viaggiare con un mezzo compatto e avere la libertà di utilizzarlo anche fuori dalle vacanze, è una soluzione che fa sicuramente venire qualche pensiero…

Il Dreamer Cap Easy di Rapidò
Il Dreamer Cap Easy di Rapidò

Salone del camper: una fiera sempre ricca, ma con qualche riflessione in più

Dopo aver girato tra i padiglioni, visto i nuovi modelli e parlato con diverse persone, mi sono portata a casa una sensazione un po’ diversa rispetto agli anni passati. A me è sembrato di vedere meno gente, soprattutto in alcuni momenti e in alcune zone della Fiera.
Non è soltanto una mia impressione. Anche alcune delle persone che lavoravano negli stand con cui ho parlato mi hanno detto di aver notato un’affluenza inferiore.

Eppure, guardando i numeri ufficiali, il Salone del Camper 2026 ha registrato 100.000 presenze complessive nei nove giorni della manifestazione. Probabilmente, quindi, la percezione può cambiare molto a seconda del giorno, dell’orario e dei padiglioni visitati.

Una cosa, invece, è rimasta praticamente invariata: la quantità di mezzi presenti. Anche quest’anno ce n’erano davvero tantissimi, dai mini van ai grandi motorhome, passando per van, semintegrali, mansardati e caravan. E, almeno sulla carta, l’offerta è talmente ampia da poter incontrare soluzioni per esigenze e budget molto diversi. La Fiera ha infatti raccolto oltre 600 veicoli ricreazionali su più di 110.000 metri quadrati di esposizione. 

Ma proprio parlando con le persone, ho sentito ripetere più volte una considerazione: i prezzi sono diventati troppo alti. È una percezione che ho raccolto in giro per la fiera e che credo meriti almeno una riflessione. Perché oggi acquistare un camper non è una decisione da prendere con leggerezza e, soprattutto, non basta innamorarsi del modello visto allo stand. Bisogna chiedersi quanto lo useremo, che tipo di viaggi facciamo, quali spazi ci servono davvero e se quello che stiamo comprando rappresenta effettivamente un miglioramento rispetto al mezzo che già possediamo.

E qui arrivo anche alla nostra situazione. Io e Max, ogni tanto, parliamo di cambiare mezzo. Ci piacerebbe magari tornare a un mini van, oppure, perché no, fare addirittura il salto verso un motorhome. Alla Fiera, davanti a tutti quei mezzi nuovi e pieni di soluzioni interessanti, è inevitabile fantasticare un po’. Ma la realtà è che oggi non abbiamo la necessità di comprare un camper.

Anzi, il nostro van attuale ci piace davvero tanto e, soprattutto, ci troviamo benissimo. È compatto, lo conosciamo, sappiamo come sfruttarlo e rispecchia molto il nostro modo di viaggiare. Cambiarlo soltanto perché abbiamo visto qualcosa di più grande, più nuovo o più tecnologico potrebbe essere una scelta sbagliata.

Forse è proprio questo il pensiero con cui sono uscita dalla Fiera di Parma: non sempre il mezzo che ci fa battere il cuore davanti a uno stand è quello di cui abbiamo realmente bisogno.

A volte il camper perfetto è semplicemente quello che abbiamo già: ne conosciamo i pregi, i difetti e soprattutto sappiamo quanto ci ha fatto vivere bene la strada.

E per noi, prima di fare un passo del genere, ci sarà ancora parecchio da pensarci.

Io e Max al Salone del camper di Parma edizione 2026
Io e Max al Salone del camper di Parma edizione 2026

E questa volta poche foto… ma tanti video!

Se avete notato che in questo articolo ci sono meno fotografie del solito, non è perché alla Fiera del Camper non ci fosse nulla da fotografare! Semplicemente, quest’anno ho scelto di vivere la Fiera in modo un po’ diverso: ho dedicato molto più tempo a girare video per il mio canale YouTube, cercando di raccontarvi i mezzi e le mie impressioni direttamente dalla Fiera.

Per questo, se qualcuno dei camper e dei van di cui vi ho parlato in questo articolo vi ha incuriosito, sul canale YouTube trovate i video dedicati alla Fiera del Camper di Parma, dove potrete vederli meglio e scoprire anche altri mezzi che qui non ho raccontato.

Insomma, questa volta ho fotografato meno e filmato di più. Quindi, se volete vedere cosa ho trovato a Parma, vi aspetto sul canale! 

Lucy

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